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Indossare la geometria. La moda ispirata all’arte degli origami

pubblicato in: Origami | 4

Da molti anni l’industria della moda ha preso in simpatia l’origami, l’arte giapponese di piegare la carta, le cui tecniche sono state utilizzate per creare abiti dall’effetto prospettico e tridimensionale.
Sono tantissimi gli stilisti, ma anche artisti, che si sono cimentati nella creazione di abiti dalle forme geometriche più disparate, simili a sculture di carta: da Lady Gaga a Gaultier, passando per Dior, il look origami col suo forte impatto visivo non è di certo passato inosservato.

La geometria degli origami è stata così utilizzata per realizzare pieghe decorative sulle stoffe di camice, gonne, tubini, approdando perfino su borse e portafogli. Alcuni credono che la seta sia più adatta di altri tessuti, in particolare “la seta dupioni”, leggera e con una consistenza simile alla carta, può infatti trattenere molto bene le pieghe resistendo al calore del ferro. L’organza di seta, invece, conferisce ai disegni una piacevole lucentezza e si piega bene a mano, ma non può sopportare il calore del ferro. Altri stilisti invece si sono lanciati nell’impresa più difficile di utilizzare proprio la carta sui costumi piegati a mano.

Tra i nomi più noti non manca nella lista la trasformista Lady Gaga, che tra i suoi look più estrosi può vantare anche abiti origami indossati nelle esibizioni del 2008-2009. Realizzati dalla sua Haus of Gaga, i suoi costumi sono caratterizzati dalla presenza di prismi geometrici in cartoncino, applicati poi sulla stoffa.

Sul fronte giapponese, uno dei pionieri della moda basata sugli origami è lo stilista Issey Miyake, che rappresenta perfettamente l’essenza del suo Paese, coniugando tradizione e innovazione, artigianato e tecnologia. Miyake nel 2010 ha lanciato la collezione 132.5, dove il numero 1 indica l’utilizzo di un unico pezzo di stoffa per ogni abito, il 3 rappresenta la forma tridimensionale di un abito, il 2 ricorda il fatto che la stoffa può essere piegata in modo bidimensionale e il 5 simboleggia l’idea che ogni abito può essere indossato in diversi modi.

Restando nel Sol Levante, sono degni di nota anche gli abiti di Junya Watanabe, che con la sua collezione Autunno/Inverno 2015 è riuscito a incorporare l’origami nei suoi modelli tridimensionali, in particolare sui suoi abiti impermeabili in neoprene.

L’estro di Jhon Galliano ci fa restare in Giappone, almeno con la mente, dove per l’alta moda Dior si ispira all’opera Madama Butterfly di Puccini e agli origami giapponesi, creando un mondo parallelo fatto di strabilianti creature in passerella.

In Canada è nato invece il progetto PLI.Ē, una collaborazione creativa tra due artisti di Montreal che hanno voluto dimostrare come l’origami possa dare una svolta straordinaria alla moda. Il progetto presenta ballerini di tutto il mondo in costumi di carta piegati a mano. La carta può essere un materiale fragile con cui lavorare ed è proprio per questo che i due artisti hanno deciso di far diventare possibile l’impossibile. Punti di riferimento iconici di Roma, Parigi, Montreal e New York sono stati selezionati come sfondi per le fotografie, che sono state scattate in condizioni di luce naturale.

Non passa inosservata nemmeno la “gonna Fibonacci”, parte della collezione primavera/estate di VOGEL, marchio lanciato da Lea Freni nel 2015, una designer attratta da elementi matematici e linee pulite. La gonna si ispira direttamente all’arte dell’origami, con le sue pieghe ondeggianti e a zig-zag.

La tendenza degli origami arriva fino a Roma dove nel 2020 la collezione “Urban Park volume 4” dello stilista Antonio Martino si ispira proprio alla leggenda di Tanabata, molto diffusa nella cultura giapponese, che parla di due amanti sfortunati costretti a vivere distanti, con la possibilità di ricongiungersi solo il settimo giorno del settimo mese di ogni anno. Con i suoi abiti che richiamano le pieghe degli origami, la collezione di Martino cerca di valorizzare e promuovere all’estero il made in Italy attraverso un processo di internazionalizzazione. 

Insomma, se siete alla ricerca di look stravaganti e abbastanza coraggiosi, qui gli spunti non mancano! Ma voi, li indossereste?

Segui Lucia Cinconze:

Lucia è laureata in lingua e cultura giapponese e in scienze della comunicazione, amante da sempre del Giappone, ha unito le sue conoscenze culturali alla passione per i lavori creativi fatti a mano. Da 4 anni tiene corsi di origami presso associazioni e centri di cultura giapponese a Roma.

4 Responses

  1. Flaminia

    Sono appassionata di moda e Giappone , questo articolo davvero super interessante, moltissime cose non le sapevo, grazie davvero che ci fai scoprire sempre nuovi aspetti.

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