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La ragazza del convenience store. Sfida ad una società omologata

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A trentasei anni anch’io ho celebrato il mio diciottesimo anniversario come commessa di quel konbini. Nessuno dei miei colleghi dell’epoca del training lavora ancora con me. Nel frattempo si sono avvicendati ben otto responsabili. I prodotti negli scaffali sono completamente diversi rispetto a diciotto anni fa. Ma io continuo a stare nello stesso posto senza mai cambiare, come prima, come sempre.

La ragazza del convenience store è un libro della giovane Murata Sayaka, edizioni e/o (2018 – traduzione di Gianluca Coci), un romanzo leggero e anticonvenzionale che affronta la ricerca del proprio posto nel mondo con tutta la pressione sociale che consegue a certe scelte giudicate anomale.

Quasi tutta la narrazione si snoda all’interno di un convenience store, termine inglese che significa “negozio di comodità”, in Giappone noto soprattutto come konbini コンビニ dall’abbreviazione della traslitterazione dall’inglese konbiniensu sutoa コンビニエンスストア, negozio di vendita al dettaglio aperto ventiquattro ore su ventiquattro tutto l’anno, senza interruzione.

Trovare nella comfort zone il proprio posto nel mondo

La nostra protagonista, Keiko, alter ego della scrittrice, veste i panni di una trentaseienne abitudinaria, single, commessa part-time da 18 anni all’interno dello stesso convenience store, dove, a dispetto del parere di colleghi e parenti, sembra aver trovato il suo posto tra gli ingranaggi del mondo. Solo qui, infatti, e in nessun altro luogo, sente di funzionare come una persona “normale”. Ma questo per la società in cui vive, e in cui viviamo, non si addice ad una persona della sua età, che non ha ancora uno status sociale solido, senza un vero lavoro (quindi full time), né un marito.

La frustrazione di far parte di una società omologata, dove chi segue le proprie passioni viene visto come diverso, se queste non conducono a risultati di successo, si avverte fin dalle prime pagine, dalle domande scomode e dalle risposte vaghe.

Come affronterà Keiko tutto questo e quali saranno le scelte che farà? Si lascerà influenzare da una società che ci vuole tutti uguali, sposati, ed economicamente stabili, o preferirà seguire quello che in giapponese si può definire come il proprio ikigai, la sua ragion d’essere, ciò che le viene spontaneo essere e fare al di là delle regole?

L’incontro con Shiraha, coetaneo disoccupato estremista e sessista, la spronerà a tentare un salto al di là della sua comfort zone per avvicinarsi all’idea di un’esistenza socialmente accettata ma non davvero voluta.

“So bene che per una persona della mia età non è normale essere single e non avere un impegno full-time. Mia sorella me lo ha ripetuto un miliardo di volte.”

Perché leggere “la ragazza del convenience store”?

Ecco qui tre punti che possono incuriosire e portare a leggere questo libro:

  1. ROMANZO ANTICONFORMISTA
    Non è difficile identificare il target di questo romanzo nei millennials ma non solo, che si ritrovano in una situazione simile, cercando a fatica il loro ruolo nella società, allontanandosi da schemi di vita preconfezionati. Immedesimarsi con la protagonista non sarà complicato e si apprezzerà ancora di più la lettura. 
  2. COMFORT ZONE
    Quella zona di conforto, protettiva e sicura, perché conosciuta, è una situazione che può accomunare molte persone che troveranno in questo libro l’importanza di uscirne per imparare ad accettarsi per ciò che si è.
  3. MURATA SAYAKA
    Murata Sayaka, classe 1979, debutta come scrittrice nel 2003 e già con i primi racconti si guadagna diversi premi letterari, fino a conquistare l’ambito premio Akutagawa nel 2016 con la ragazza del convenience store, ispirato alla sua reale storia di commessa all’interno di un konbini.
    Immaginare che l’autrice stessa abbia vissuto alcune delle vicende narrate è bizzarro e merita sicuramente una lettura!

Dove acquistarlo?

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Segui Lucia Cinconze:

Lucia è laureata in lingua e cultura giapponese e in scienze della comunicazione, amante da sempre del Giappone, ha unito le sue conoscenze culturali alla passione per i lavori creativi fatti a mano. Da 4 anni tiene corsi di origami presso associazioni e centri di cultura giapponese a Roma.

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