Come gli origami hanno cambiato la vita di una donna giapponese negli Stati Uniti

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Si può cambiare vita grazie agli origami?

La storia di una donna giapponese trasferita in una campagna a sud di Houston negli Stati Uniti ne è un esempio e mostra come a volte anche le nostre doti e abilità più nascoste o le nostre azioni giornaliere, quelle che ormai ripetiamo senza nemmeno più farci caso ma che ci identificano rendendoci persone uniche, possono creare situazioni sorprendenti che mai pensavamo ci sarebbero capitate.

Stabilire una connessione con gli altri in una terra straniera non è sempre facile, soprattutto quando non si conoscono la lingua e la cultura del posto in cui ci si trasferisce. Può diventare un’esperienza stressante e isolante che ci blocca dall’interagire con le persone che ci circondano.

Ma è proprio in queste situazioni, in cui usciamo dalla nostra comfort zone, che riusciamo anche a trovare gli strumenti con cui destreggiarci in quelle circostanze non familiari.

Gli origami come passatempo

La donna si era trasferita dal Giappone a Houston per accompagnare il marito a seguito di un nuovo incarico di lavoro, e lo aveva fatto senza parlare inglese, senza una sua macchina, senza amici nelle vicinanze e con il bar più vicino a oltre due km di distanza.

Quel bar divenne però la sua seconda casa, dove la donna si recava ogni giorno, prendeva un drink e per passare il tempo iniziava a fare silenziosamente quello che le veniva più spontaneo, degli origami.

Gli origami e l’integrazione nella società

Continuò così per un anno e mezzo, andando ogni giorno allo stesso bar, mettendosi le cuffiette e facendo origami, e così, quasi chiusa nel suo mondo, paradossalmente iniziò invece a integrarsi nella comunità locale.

Fare origami infatti non solo le permise di affinare le sue doti artistiche e ritagliarsi del tempo per rilassarsi, ma anche di essere apprezzata dalle persone che frequentavano il bar, tanto da riuscire a trovare anche un lavoro come insegnante di origami in un college della città.

Gli origami da hobby a professione

Diventare un’insegnante di origami non era magari tra i suoi progetti, ma le ha permesso di scrollarsi di dosso quel disagio che avvertiva in qualità di straniera, oltre a offrirle una preziosa opportunità di lavoro.

Un’esperienza di resilienza in cui trasformare i problemi in nuovi punti di forza.

Iniziare una vita all’estero richiede coraggio e impegno, ma questa storia insegna che anche nelle situazioni in cui ci sentiamo più disorientati, possiamo tirar fuori doti che possono farci sentire più a nostro agio e magari ottenere anche apprezzamenti non previsti.

La mia esperienza con gli origami

Quando ho iniziato a fare origami non credevo questi mi avrebbero portato così lontano, attraverso eventi, esperienze, situazioni in cui sono dovuta uscire dalla mia comfort zone.

Non era nemmeno tra i miei progetti diventare un’insegnante di origami, quest’arte ha scelto me prima ancora che io scegliessi lei, e senza neanche accorgermene col tempo da hobby e semplice passatempo si è trasformata in una professione piena di soddisfazioni.

Non è necessario essere un genio della carta, anche seguire semplicemente la nostra routine può portarci a soprese inaspettate.

Se vuoi iniziare a creare qualche figura, qui sotto ti lascio alcune istruzioni che puoi scaricare per creare un suggestivo fiore di loto.

Inizia a diffondere gentilezza con gli origami, regalarne uno sarà sempre un pensiero gradito.

Ti invito a visitare anche i corsi di origami dove puoi trovare qualche spunto su quello che ti piacerebbe imparare!

I baci e i volti in origami dell’artista Polly Verity

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Polly Verity è un’artista gallese che ispirandosi agli origami ha sviluppato uno stile straordinario, caratterizzato da motivi geometrici, bocche e volti di carta, e dove la luce e le sfumature giocano un ruolo significativo per il risultato finale.

Nata in una famiglia di artisti, Polly Verity è cresciuta in un ambiente in cui stimoli creativi e materiali artistici non sono mai mancati. Il suo stile è molto simile agli origami e per due anni ha partecipato alla Convention degli Origami a New York (OUSA), conoscendo artisti che provenivano da tutto il mondo.
Il suo amore per gli origami inizia già da bambina, quando il nonno le regala una copia del suo libro “Your Book of Paperfolding” che le permette di iniziare ad apprendere le prime tecniche di piegatura della carta.

Ogni scultura ha un’atmosfera unica e le opere variano, ispirate alla forma architettonica, alla pop-art o alla natura.
All’inizio si dedica alla creazione di forme geometriche tridimensionali ripetute, senza mai tagliare la carta, poi scopre la passione per le pieghe curve che le permetteranno di creare i primi volti espressivi.


I suoi ultimi lavori infatti sono rappresentati da fogli di carta che si uniscono attraverso pieghe curve, fino a formare bocche grandi o piccole che si baciano o quasi comunicano con lo spettatore

Adoro le pieghe curve, perché sono totalmente imprevedibili. È sempre sorprendente ciò che accade con una piega curva.


Per restare aggiornati sull’artista, è possibile seguire Polly sul suo profilo Instagram o dare un’occhiata al suo sito, per scoprire molti dettagli in più sul suo lavoro.

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Intervista a Juho Könkkölä, l’artista di origami in mostra a Venezia dal 10 aprile al 1° maggio 2022

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Juho Könkkölä è un giovane artista finlandese che sta impressionando i social media con i suoi modelli di origami dall’aspetto umano ed espressivo.

L’incredibile complessità, la bellezza e l’espressività delle sue creazioni è raccolta tutta in un unico foglio di carta, che piega dopo piega si trasforma dando vita ad uno specifico personaggio. Samurai dall’armatura dettagliata, cavalieri dotati di scudo e spadaccino, guerrieri in combattimento, sono solo alcuni esempi dei modelli nati dalla mente e dalle mani dell’artista.


Insegnando origami da molti anni, mi sono incuriosita alla sua storia e l’ho contattato per rivolgergli alcune domande.

L’origami è una forma artistica giapponese, sei anche un appassionato della cultura giapponese e in generale del Giappone?

Sì, trovo il Giappone e la cultura giapponese molto interessanti. La cultura giapponese è molto diversa da quella finlandese e questo potrebbe essere stato uno dei motivi per cui è nato il mio interesse.

Sei giovane e già così bravo in quest’arte, hai sempre sognato di fare l’artista? Perché hai scelto proprio gli origami?

Fino all’ultimo anno delle superiori, mi interessavano di più le materie scientifiche, soprattutto matematica, fisica e chimica, e non avevo molto interesse per l’arte. Poi mi sono avvicinato alla fotografia e alla pittura digitale e dopo il servizio militare sono andato a studiarle all’Università delle Scienze Applicate. Lì il mio interesse si è spostato anche verso la modellazione 3D ed erano quelle le tre forme artistiche a cui mi volevo dedicare. Nel 2018 ho finalmente deciso di provare a disegnare figure di origami e vedere cosa potevo creare e nel 2020 per la prima volta i miei lavori in origami sono stati raccolti in una grande mostra. Quella mostra, oltre all’interesse per il mondo di internet e i media, mi ha fatto spostare la mia attenzione sugli origami. Quindi sicuramente non è stato il mio primo pensiero su cosa fare nella mia vita ahahahah
Penso che gli origami abbiano scelto me. Non ho mai pensato di concentrarmi sugli origami, dal momento che ho pensato sarebbe stato troppo irrealistico tentare, finché per me non è diventato la realtà. Ho piegato i miei primi modelli di origami da ragazzino e ne ho fatti parecchi per passare il tempo. Non consideravo quell’attività molto artistica, dato che seguivo sempre le istruzioni, piuttosto che disegnare e creare origami da solo.

Da cosa prendi ispirazione nel creare i tuoi personaggi?

Ho sempre due fonti d’ispirazione. La prima riguarda le sfide tecniche legate alla creazione di un personaggio specifico da un foglio di carta e la seconda varia a seconda del tema. Prendo ispirazione dalla mitologia, dalla storia e dai racconti popolari europei, a volte anche da altri luoghi del mondo o dalla fantasia. Molto spesso alcune sfide guidano l’ispirazione, ad esempio creare un viso in un modo specifico, creare abiti specifici per la figura o far tenere alla figura un oggetto specifico in mano. E da lì cerco altre ispirazioni che potrebbero adattarsi a quell’idea. Dopodiché ci sono due passaggi principali nel processo di creazione. La prima è semplificare il design e pianificare un modello di piegatura che avrà tutte le pieghe per sviluppare la figura, e la seconda parte è piegare effettivamente la figura da un foglio di carta. Un personaggio può richiedere diversi mesi per essere creato, e il progetto di origami più lungo mi ha richiesto due anni e mezzo dall’ispirazione al pezzo finito.

Nel nostro Paese potremo ammirare presto i tuoi lavori alla mostra Homo Faber di Venezia, cosa significa per te partecipare ad un evento così importante?

Sarà molto importante per me, sia personalmente che per la mia carriera. È la mia prima mostra internazionale e potrebbe aprire più porte per esporre le mie opere in tutto il mondo e sarà probabilmente la prossima pietra miliare della mia carriera. Sono molto grato di avere un’opportunità così grande.

A cosa stai lavorando in questo momento, vuoi darci qualche piccola anticipazione sui prossimi lavori?

In questo momento sto realizzando e filmando una figura a forma di arcangelo. Attualmente sembra una palla di carta geometrica ma spero di farla sembrare presto una figura corretta. Fa parte del processo il fatto che non assomigli nemmeno lontanamente all’aspetto finale finché non mi avvicino alla fine. Sto anche disegnando un altro paio di personaggi per progetti futuri, uno di questi è un personaggio più moderno.

Intervista a cura di Lucia Cinconze

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Sito web: Juho Könkkölä | Portfolio (juhokonkkola.fi)

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Sette origami giganti sono atterrati a New York

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Le piazze di Broadway nel Garment District di New York City fino al 23 novembre 2021 sono state uno zoo di animali in stile origami, grazie all’opera dell’artista messicano Gerardo Gomez-Martinez, in arte Hacer.

Commissionato da The Garment District Alliance, il progetto intitolato “Hacer:Transformations” era composto da sette creature di dimensioni variabili realizzate in acciaio verniciato a polvere e che rappresentavano un cane giallo, un elefante magenta, un cucciolo di orso verde e due conigli e coyote turchesi.

Famoso per le sue sculture in metallo che esplorano temi psicologicamente complessi, Hacer si è avvicinato all’arte degli origami già a partire dai 7 anni, quando gli fu letto il libro “Sadako e le mille gru di carta” di Eleanor Coerr.

E tu hai mai sperimentato l’arte degli origami?
Ti lascio un video dove puoi provare a realizzare uno di questi 7 animaletti, un elefantino molto simile a quello rosa che compare nell’immagine in alto.

Se invece vuoi approfondire facendoti aiutare passo passo da un’insegnante, dai un’occhiata a questi corsi di origami!